Cos’è la biodiversità e perché è così importante 

Cos'è la biodiversità e come si protegge

Le forme di vita che abitano la Terra si sono sviluppate nel corso di milioni di anni e tutte insieme, uomo compreso, compongono quella che viene chiamata biodiversità

Per “biodiversità”, infatti, si intende l’insieme di tutte le specie viventi (vegetali, animali ma anche funghi e microorganismi) che popola il nostro pianeta, e può essere intesa, in scala più ridotta, anche come la varietà di specie di un certo habitat. 

La biodiversità, o diversità biologica, si manifesta infatti su tre livelli, via via più ampi: 

  1. come diversità genetica tra gli appartenenti alla stessa specie, che rende ogni individuo unico e diverso dagli altri 
  1. come diversità tassonomica, delle varie specie presenti in una regione o nel mondo 
  1. come diversità degli ecosistemi, che fa riferimento alla varietà di habitat, biocenosi (comunità di organismi viventi) e processi ecologici nelle terre, nei fiumi, negli oceani e così via 

Perdita di biodiversità: quali sono le conseguenze? 

La diversità della vita è fondamentale perché ogni specie svolge un ruolo specifico e insostituibile nell’ecosistema e contribuisce al suo corretto funzionamento e equilibrio. Tuttavia, gli ultimi decenni hanno visto una perdita graduale di biodiversità di origine antropica, ossia causata in larga parte dalle attività degli esseri umani. 

La perdita di biodiversità impatta sui singoli ecosistemi, ma può arrivare ad avere effetti anche a livello globale, influenzando le risorse, come cibo, aria e acqua, di cui tutti i viventi, anche gli esseri umani, dipendono. Ecco alcune delle principali conseguenze della perdita di biodiversità: 

  • squilibrio negli ecosistemi: ogni specie in un ecosistema ha un ruolo specifico, come predatore, preda, decompositore o impollinatore. La perdita di una singola specie può perturbare questi ruoli, causando un pericoloso effetto a cascata su altre specie, mettendone a repentaglio la sopravvivenza 
  • diminuzione della resilienza ecologica: la biodiversità aiuta gli ecosistemi a resistere e recuperare da perturbazioni come incendi, inondazioni o epidemie. Una minore biodiversità si traduce in un minore grado di resilienza degli ecosistemi  

Non solo piante e animali, la perdita di biodiversità comporta serissimi rischi anche per l’uomo, tra cui: 

  • cambiamenti nei servizi ecosistemici: gli ecosistemi forniscono numerosi benefici essenziali per l’uomo, dall’approvvigionamento di cibo e acqua alla regolazione del clima. La perdita di biodiversità, intesa anche come diversità degli ecosistemi, può compromettere tali processi; 
  • rischi per la sicurezza alimentare: la biodiversità garantisce la stabilità delle catene alimentari, e la perdita di specie potrebbe avere effetti negativi sulla produttività agricola e ittica, mettendo a rischio l’approvvigionamento alimentare 
  • impatti economici: molti settori chiave delle nostre economie, come la pesca, l’agricoltura e il turismo, dipendono dalla biodiversità, e moltissimi prodotti derivano da organismi naturali. 
     

La perdita di biodiversità può anche intaccare la relazione dell’uomo con la natura, soprattutto nelle culture che considerano determinate specie o habitat come parte integrante della propria identità e patrimonio spirituale. 

Proteggere e preservare la biodiversità è quindi essenziale per il benessere e la sopravvivenza di tutti gli organismi sulla Terra, e per garantire un futuro sostenibile a tutte le forme di vita. In questo senso, noi del Salumificio Pedrazzoli, ci impegniamo attivamente a fare la nostra parte. Infatti, la nostra azienda si distingue per una chiara posizione contro l’allevamento intensivo, riconoscendo come questa pratica distrugga la biodiversità e alteri gli equilibri naturali. 
 
La nostra filosofia aziendale è in linea con gli obiettivi di sostenibilità e rispetto ambientale, come testimoniato dalla certificazione ISO 14001 che abbiamo ottenuto, una garanzia del nostro impegno per un sistema di gestione ambientale efficace. 

Tutelare la biodiversità 

Per tutti questi motivi, la tutela della biodiversità è entrata nelle agende di molti Stati e organizzazioni internazionali, e vi ricopre un ruolo di primo piano. 

Non a caso, negli ultimi decenni sono state adottate diverse iniziative e strategie per contrastare la sua perdita, non solo dai singoli Stati, ma anche da enti come l’Unione Europea e l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). 

La tutela della biodiversità

Basti pensare che già nel 1992, al Vertice sulla Terra tenutosi a Rio de Janeiro, i leader mondiali del tempo hanno sentito il bisogno di creare un trattato internazionale che fosse giuridicamente vincolante: la Convenzione sulla Diversità Biologica (CDB), che si pone l’obiettivo di un uso sostenibile ed equo della biodiversità, oltre che a porsi obiettivi e strategie per la sua attuazione all’interno dei singoli Paesi (obiettivi che, tuttavia, faticano a essere raggiunti in modo completo). 

Anche l’Unione Europea ha adottato diverse strategie per la biodiversità nel corso degli anni. In seno all’UE, inoltre, è nata la Rete Natura 2000, una vera e propria rete ecologica composta da aree di conservazione designate, i SIC (Siti di Importanza Comunitaria), con l’obiettivo di garantire la sopravvivenza a lungo termine delle specie e degli habitat più preziosi e fragili d’Europa. 

Ad ampliare la Rete Natura 2000, ci sono la Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 e il Regolamento sul Ripristino della natura, che mirano a proteggerla, invertire il degrado degli ecosistemi e realizzare la visione dell’UE di ripristinare gli ecosistemi, sia terrestri che marini. 

Anche l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile adottata dalle Nazioni Unite nel 2015 tocca diversi aspetti della biodiversità come dimensione imprescindibile per lo sviluppo sostenibile: l’Obiettivo 15, ad esempio, è dedicato alla perdita di biodiversità, e mira specificamente a “Proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri”, combattendo anche la desertificazione e degrado del suolo e gestendo le foreste in modo sostenibile. 

All’interno dei propri confini, poi, molti Stati stabiliscono parchi nazionali, riserve e altre aree protette per conservare habitat critici e specie in pericolo, e possono adottare leggi che regolamentano l’uso delle risorse naturali, per prevenire fenomeni come la deforestazione, la pesca e la caccia intensive, e per proteggere specie e habitat specifici. 

È importante ricordare che la tutela della biodiversità è una responsabilità globale, che non ricade esclusivamente sugli Stati o sulle grandi organizzazioni internazionali. Ogni entità, dalla più grande alla più piccola, può contribuire in modo significativo. Noi di Pedrazzoli, ad esempio, non ci limitiamo a seguire le normative, ma prendiamo iniziative concrete a favore dell’ambiente.  

La nostra azione più emblematica in questo ambito è stata la realizzazione del “Bosco della Biodiversità”, un progetto che abbiamo intrapreso per ripristinare un equilibrio ecologico e creare un rifugio per la fauna e la flora locali, dimostrando che non è necessario essere uno Stato per fare la differenza. Nei terreni vicini ai nostri stabilimenti, infatti, abbiamo sistemato piante autoctone, un tempo molto diffuse nella Pianura Padana, che oggi però rischiano di svanire. Con questa iniziativa, cerchiamo di sostenere il nostro pianeta come possiamo, facendo del nostro meglio per tutelarlo e rispettarlo. 

La biodiversità in Italia 

E in Italia? 

L’Italia è uno dei paesi con la maggiore biodiversità in Europa, grazie alla sua particolare posizione geografica e alla varietà di habitat e climi presenti: tra mari, pianure e montagne, l’Italia ospita infatti circa il 60% delle specie vegetali europee, oltre che moltissime specie animali endemiche, ossia che vivono solo nel nostro Paese.  

Tuttavia, anche la fragile biodiversità del Bel Paese è minacciata da vari fattori, tra cui l’urbanizzazione, l’agricoltura intensiva, la deforestazione e, soprattutto, il riscaldamento globale: quasi il 70% degli ecosistemi italiani è attualmente in pericolo, ma in alcune zone, come la Pianura Padana, si sfiora il 100%. 

L’impatto dell’inquinamento sulla biodiversità italiana 

Anche l’inquinamento è una delle cause principali della perdita di biodiversità di origine antropica, andando a influire negativamente sui cambiamenti climatici del pianeta. Ma non solo. 

Anche di per sé, infatti, l’inquinamento rappresenta una grave e diretta minaccia per l’ambiente e per la biodiversità. In Italia, il problema maggiore è dato dalle polveri sottili e, dunque, riguarda l’aria: l’inquinamento atmosferico danneggia gravemente la flora e, attraverso le piogge acide, impatta suoli, laghi e foreste, habitat naturali di moltissime specie selvatiche.  

Anche l’Italia, come Paese UE e come singolo Stato, ha adottato una serie di strategie e piani d’azione per la conservazione e la protezione della sua (ricchissima) biodiversità. Questi includono la designazione di parchi nazionali e regionali, riserve naturali e siti Natura 2000, ma anche la ratifica della Convenzione sulla Diversità Biologica. Tuttavia, nonostante questi sforzi, la biodiversità in Italia continua a essere sotto pressione, e sarebbero necessarie ulteriori azioni per garantire la sua protezione e conservazione a lungo termine. L’inquinamento è uno dei fattori maggiormente impattanti in questo scenario, e la sfida maggiore sarà affrontarne le cause e le conseguenze per salvaguardare gli ecosistemi. 

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